Di luce e colore cantarti...

E finalmente approdare ad uno spazio in cui imbrigliare la fuga; abbandonarsi alla luce che sa rivelare la dignità del buio e, senza resistenza, consentire alla lingua segreta di raccontare di noi. Allora tutto è chiaro: l'anima, da sempre, aveva nostalgia di questo sconosciuto "dove" che lei, sommessamente, già chiamava "casa". Qui, dove è il sentire a sancire l'appartenenza; qui, dove colori, umori e trasparenze mai vissuti sanno già tutto di noi; qui trova respiro e voce il canto che altrove è solo un sussurro.
O tace.